Oggi mi sono imbattuto in un articolo divertente, per quanto divertente si possa trovare l’ignoranza e l’astio verso il prossimo.
Nella mia esplorazione dei meandri più oscuri dell’universo Internet, mi sono trovato sul sito di pontifex.it che a prima vista potrebbe anche sembrare un sito gay, tanto è dominante negli articoli il tema dell’omosessualità, ma è in realtà gestito, si direbbe, da una setta di cattolici integralisti.
Leggendo il primo di una serie di articoli dedicati al “problema” [sic] dell’omosessualità, ho constatato incredulo l’assurdità di aver voluto prendere studi scientifici che dimostrano un qualcosa presentati però in questa sede reinterpretandone le conclusioni per dimostrare la tesi opposta.
Si tratta di uno dei temi più accesi legati all’omosessualità, ovvero se sia innata nella personalità di una persona o, al contrario, se sia sviluppata negli anni. “Nature” versus “nurture” si dice in inglese: la natura contro le influenze sociali.
I vari gruppi che allineano i propri scopi ad un attacco virulento delle persone omosessuali, come molti gruppi religiosi integralisti, hanno interesse a dimostrare, per giustificare la loro deliberata discriminazione, che non ci sia niente di innato nell’omosesssualità ma che sia invece un condizionamento dovuto ad influenze particolari nella fase della crescita o, ancora meglio, una scelta consapevole della persona.
Per quanto quest’ultima tesi sia palesemente assurda, in molti sarebbero meravigliati di scoprire quante persone siano realmente convinte di ciò.
Nel caso specifico però non intendo occuparmi di smentire questa tesi che credo si smentisca da sola, quanto di affrontare il tema nature vs nurture, così come è riportato su pontifex.it.
Lo studio citato fu basato sull’osservazione di coppie di gemelli omozigoti in cui uno dei due sia gay, mettendole in relazione ad un numero uguale di coppie di gemelli eterozigoti selezionate in base alla medesima particolarità.
Lo scopo dello studio fu di osservare la probabilità con cui il secondo gemello fosse anche lui omosessuale nell’uno e nell’altro gruppo, per osservare quindi se la condivisione del medesimo DNA aumentasse l’incidenza della condivisione del medesimo orientamento sessuale.
Lo studio concluse che in coppie di gemelli omozigoti è più probabile che uno dei due sia gay se anche l’altro gemello lo è, rispetto alle coppie di gemelli eterozigoti (con diverso DNA) per i quali la casistica era simile a quella dimostrata in studi precedenti con fratelli non gemelli.
Quello che questo studio concluse fu dunque che il DNA di una persona influisce sul suo orientamento sessuale.
Questo almeno è quello che gli scienziati che condussero lo studio lessero nei risultati e quello che, penso, una qualsiasi persona semiragionevole può concludere dai risultati presentati.
Non pontifex.it!
I signori in questione presentano volontariamente lo studio a dimostrazione del fatto che non esista relazione fra il DNA di una persona e il suo orientamento sessuale, altrimenti –sostengono– il 100% dei gemelli con il medesimo DNA avrebbe anche lo stesso orientamento sessuale.
Sfortunatamente, i signori in questione sembrano ignorare che i gemelli omozigoti, pur avendo lo stesso DNA, non sono cloni indistinguibili l’uno dall’altro. Sono persone con diversa personalità che mostrano una forte somiglianza fisica ma che, anche fisicamente, non sono identici. Hanno diverse attitudini, sono distinguibili fisicamente, sono spesso di diversa statura e, talvolta, uno dei due è mancino e l’altro no.
Forse per gli illustri riciclatori di studi scientifici sono tutte queste caratteristiche non innate della personalità, d’altra parte fino a qualche tempo fa persone dalla stessa apertura mentale costringevano i bambini mancini a scrivere con la sinistra così come oggi vorrebbero costringere gli omosessuali ad astenersi dall’avere una vita affettiva consona al loro io. Credo però che la maggior parte di noi possa condividere l’opinione che essere mancini non sia una scelta di vita dovuta ad una madre castrante e un padre assente ma semplicemente una caratteristica innata della persona.
In base a questo e a molti altri studi, l’opinione scientifica in materia sembra orientarsi sul fatto che l’omosessualità, così come molti altri tratti della personalità di una persona sia dovuta ad una serie di fattori che comprendono una predisposizione biologica, accompagnata forse anche da componenti ambientali.
http://www.pontifex.roma.it/